Carretti siciliani Trecastagni


Carretti siciliani Trecastagni
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Storia e folclore rappresentano la Sicilia.

History and folklore represent Sicily

La storia del carretto siciliano è relativamente recente in quanto risale ai primi dell’Ottocento a causa dello scarso sviluppo delle strade nell’isola (la cui costruzione inizia formalmente soltanto nel 1778) che limitava i trasporti al dorso degli animali. Fu grazie al decreto del 1830 che vennero aperte delle vie di grande comunicazione, dette “regie trazzere”. È in questo contesto che fa la sua apparizione la prima tipologia di carretto, lo stràscinu, un carro a quattro ruote le cui ruote anteriori sono più piccole di quelle posteriori, come in una carrozza. Il primo a descrivere il carretto siciliano è stato lo scrittore francese Jean Baptiste Gonzalve de Nervo nel 1833, nel suo resoconto di viaggio. Egli è il primo a dare una descrizione dettagliata dell’aspetto decorativo del carretto. Così dice: “Sono quasi tutti dipinti in blu, con l’immagine della Vergine o di qualche santo sui pannelli delle fiancate e il loro cavallo coperto da una bardatura, ornata di placche di cuoio e di chiodi dorati”, porta sulla testa un pennacchio di colore giallo e rosso”. Un’altra descrizione è quella del geografo francese Eliseo Reclus, giunto in Sicilia nel 1865 per osservare l’eruzione dell’Etna: “A Catania, i carretti e le carrettelle non sono come in Francia, semplici tavole messe insieme, ma sono anche lavori d’arte. La cassa del veicolo posa sopra un’asse di ferro lavorato, che si curva e si ritorce in graziosi arabeschi. Ciascuna delle pareti esteme del carretto è divisa in due scompartimenti che formano due quadri. Il giallo oro, il rosso vivo ed altri colori dominano in questi quadri. Per la maggior parte sono scene religiose, ora la storia di Gesù o quella di sua madre, ora quelle dei Patroni più venerati in Sicilia, come San Giovanni Battista, Santa Rosalia o Sant’Agata…..”. Guy de Maupassant, invece scrive: ” Tali carretti, piccole scatole quadrate, appollaiate molto in alto su ruote gialle, sono decorati con pitture semplici e curiose, che rappresentano fatti storici, avventure di ogni tipo, incontri di sovrani, ma prevalentemente le battaglie di Napoleone I e delle crociate; perfino i raggi delle ruote sono lavorati. Il cavallo che li trascina porta un pennacchio sulla testa e un altro a metà della schiena….Quei veicoli dipinti, buffi e diversi tra loro, percorrono le strade, attirano l’occhio e la mente e vanno in come dei rebus che viene sempre la voglia di risolvere”



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